Una visione in un certo senso romantica se non fosse che i pollini come l’ambrosia sono “portatori sani” di allergia.
Non a caso ogni anno il sindaco firma una delibera con la quale invita i cittadini a provvedere al taglio dell’erba nei loro giardini. Insomma, mano ai tosaerba o ai telefoni per chiamare i giardinieri, purché si tengano i prati e i giardini controllati. Sacrosanto: soprattutto perché così facendo, non solo si contribuisce al decoro dell’arredo urbano, ma si evita soprattutto di diffondere spore che provocano forti reazioni allergiche in diversi soggetti.
Ma allora, viene da chiedersi, perché come accade ogni anno, anche questa volta l’obbligo non viene assunto in prima persona anche dal Comune di Cinisello? Perché – ad esempio – davanti alla vecchia cascina Pacchetti, la sede dell’Anfass, più che in città sembra di stare in mezzo a una jungla. E’ vero che il sindaco non vive qui, e nemmeno gli assessori della sua Giunta, ma tutti i cittadini sono uguali, o no?