E’ ancora una volta l’ex area dell’Ovocultura a scatenare la bagarre. Quella che diversi anni fa il Carroccio aveva proposto di trasformare in museo agricolo grazie alla valorizzazione dei due edifici storici oggi ancora abbandonati, con contestuale apertura di spazi aggregativi per giovani – dallo Zoolatino fino al più recente PalaK – oggi potrebbe “scomparire”.
O quanto meno ridimensionarsi. Tutto col placet del Comune che per pareggiare il bilancio ha alzato l'affitto per quel fazzoletto di terra comunale alla società che lo gestisce. Una scelta quanto meno azzardata. Senza volere entrare nel merito delle scelte aziendali, rischiare di perdere l’unico polo aggregativo comunale per giovani a causa della volontà del Centrosinistra di fare cassa è incredibile. Anche perché, ed è bene ricordarlo, il momento di crisi economica colpisce tutti e di fatto raddoppiare la base d’asta (portata a 184mila euro) per il bando biennale, mette a rischio l’intera area. Area che, senza partecipanti al bando, potrebbe tornare a essere, come in passato, ricettacolo di zingari, immigrazione clandestina e spaccio di stupefacenti. Insomma, in un solo colpo il Comune perderebbe l’attuale incasso (oggi l’area garantisce al Comune introiti superiori a quelli di ogni società pubblica) e la possibilità di offrire un servizio ai propri giovani. Chi troppo vuole, nulla stringe, sindaco. E’ bene ricordarselo.
O quanto meno ridimensionarsi. Tutto col placet del Comune che per pareggiare il bilancio ha alzato l'affitto per quel fazzoletto di terra comunale alla società che lo gestisce. Una scelta quanto meno azzardata. Senza volere entrare nel merito delle scelte aziendali, rischiare di perdere l’unico polo aggregativo comunale per giovani a causa della volontà del Centrosinistra di fare cassa è incredibile. Anche perché, ed è bene ricordarlo, il momento di crisi economica colpisce tutti e di fatto raddoppiare la base d’asta (portata a 184mila euro) per il bando biennale, mette a rischio l’intera area. Area che, senza partecipanti al bando, potrebbe tornare a essere, come in passato, ricettacolo di zingari, immigrazione clandestina e spaccio di stupefacenti. Insomma, in un solo colpo il Comune perderebbe l’attuale incasso (oggi l’area garantisce al Comune introiti superiori a quelli di ogni società pubblica) e la possibilità di offrire un servizio ai propri giovani. Chi troppo vuole, nulla stringe, sindaco. E’ bene ricordarselo.
