Ancora una volta la maggioranza di centrosinistra che guida Cinisello non perde occasione per mettersi in mostra. Peccato solo che continui a farlo in maniera negativa.
Con il voto contrario della Lega Nord, la Giunta Gasparini ha trasformato l’Azienda Multiservizi Farmacie, da Azienda Speciale a Società per Azioni, approvando contestualmente l’apertura alla gestione privata con la messa a gara del 40% delle azioni della stessa. In parole più semplici? L’azienda chiamata a gestire – tra l’altro – le farmacie comunali e le mense scolastiche non sarà più interamente comunale, ma per il 40% vedrà la partecipazione di privati. Quei privati – come è chiaramente scritto nella relazione presentata ai consiglieri comunali per la votazione della delibera – che potranno perseguire il business aziendale rilanciando il servizio.
Ma quando si parla di servizi primari offerti alla cittadinanza è corretto ricercare il business? E’ vero che le farmacie devono fare utile? Assolutamente no. Lo scopo delle farmacie non è quello di ingrassare i propri bilanci alle spalle dei cittadini di Cinisello ma, al contrario, quello di offrire un servizio sociale. Quello di consigliare il farmaco generico al posto di quello con marchio registrato, di assistere anziani, giovani e non autosufficienti. E se questo vuol dire chiudere in perdita? Si taglierà da altre parti. Ma non si può pensare di fare cassa (come vuole fare il governo Monti), sulle spalle dei malati.
Se a tutto si aggiunge poi che secondo la maggioranza il “problema” dell’azienda sono le mense scolastiche il gioco è presto scoperto. Privatizzando parte del servizio è immaginabile che i nuovi gestori-padroni, vogliano fare cassa guadagnando il più possibile (ma ci auguriamo di no), anche diminuendo la qualità di quello che viene portato sulle tavole dei nostri figli. Decisioni scellerate che fanno innervosire se si pensa che si privatizzano servizi essenziali e si sprecano milioni per il centro culturale. Non sarebbe stato meglio seguire con attenzione i lavori del centro “il Pertini”, monitorando i progetti senza dovere intervenire continuamente arrivando a spendere una cifra inconcepibile che sorpassa di gran lunga quella prevista? Quando si parla di soldi pubblici non si può agire con leggerezza. Al contrario bisogna stare attenti il doppio di quello che si farebbe con i propri ed evitare gli sprechi. Così facendo oggi avremmo sia il centro culturale, che le farmacie comunali e magari avremmo anche potuto abbassare le rette delle mense dando così una boccata di ossigeno alle famiglie colpite dalla crisi che faticano a pagare per il pranzo dei loro bambini. Lo avremmo fatto se la Giunta ci avesse ascoltato. Invece il centrosinistra ha scelto di privatizzare e di raddoppiare gli stanziamenti per il centro culturale. Alla faccia dei cinisellesi.