Il giorno fatidico è arrivato. Oggi, addì 17
settembre 2013, il Consiglio regionale del Veneto si
riunisce per discutere e votare il progetto di legge n. 342, quello che prevede
l’indizione del referendum consultivo per l’indipendenza. Se avverrà
l’approvazione, come tutti noi indipendentisti ci auguriamo, fra qualche mese,
forse in concomitanza con le elezioni Europee già convocate per il 25 maggio
2014, ai cittadini veneti con diritto di voto verrà consegnata una scheda con
questo quesito: “Vuoi tu che il Veneto diventi una repubblica indipendente e
sovrana?” e la possibilità di rispondere Sì o No.
A meno di un anno dall’approvazione della
Risoluzione 44 da parte del Consiglio regionale Veneto (novembre 2012), vale a dire il
documento che ha aperto la strada su cui far camminare il “treno dei desideri”
del referendum per l’autodeterminazione, si giunge alla conclusione di quel
percorso. L’agognata approvazione del referendum, comunque, sarebbe solo
l’inizio di una più feroce battaglia per giungere allo svolgimento effettivo
del referendum, in quanto lo Stato e le sue istituzioni metteranno in campo
tutto l’armamentario italico possibile e immaginabile per fermare quel
convoglio. Ma questo sarà il problema da affrontare a partire da domani, in
aggiunta alla non facile scalata della montagna per convincere la maggioranza
degli elettori veneti di votare SI.
Concentriamoci perciò sull’oggi e su questa
delicata giornata, che comincia stamattina con una
mobilitazione di cittadini Veneti al ponte di Calatrava a Venezia per far
sentire sul collo dei consiglieri regionali il “fiato” della loro gente che
chiede le venga concessa la libertà di esprimersi sull’indipendenza o meno
della propria terra. L’iniziativa è promossa da Indipendenza Veneta e
dalla piattaforma “Il Veneto Decida”, e anche da Plebiscito2013.
Quali le previsioni invece su ciò che potrebbe
succedere nell’aula consiliare di Palazzo Ferro Fini? Da parte dei dirigenti di Indipendenza
Veneta, il movimento che, pur non essendo rappresentato in Consiglio regionale,
ha dato il via a tutto questo ambaradan, sono di cauto ottimismo. Il gruppo
consiliare della Lega Nord si è riunito qualche giorno fa e ha deciso di
sostenere compatto l’approvazione del referendum. Contro la consultazione è
invece schierato il Pd. Decisivo per le sorti del voto sarà quel che succederà
dentro il gruppo del Pdl: i suoi componenti non sono contrari a priori al
referendum, ma in queste ore stanno approfondendo il tema e probabilmente
vorrebbero una modifica al testo del pdl 342, introducendo il passaggio che il
Governatore del Veneto, in caso di approvazione, si assuma la responsabilità di
indire motu proprio il referendum. E proprio Luca Zaia, intervendo a un forum
sul tema, organizzato da una tivù veneta, ha annunciato di due Sì, sia a favore
dello svolgimento del referendum, sia poi a favore dell’indipendenza.
Agguati dell’ultimo momento non sono
totalmente da escludere. Certo è che se il Consiglio regionale
dovesse impedire di esprimersi sul loro futuro bocciando il referendum, quel
che si aprirebbe dopo sarebbe tutto da decifrare.
PS. Il fatto che fino a oggi la stampa
nazionale e la televisione tutta omologata abbiano ignorato questo argomento,
tutte impegnate a correre appresso alle sorti di Berlusconi, a mio parere è
stato un bene. Una eccessiva pressione italica sui consiglieri regionali
avrebbe potuto avere risvolti negativi. E se a Venezia tutto andrà come deve
andare, da domani l’Italia si troverà un bel paletto piantato in quel posto…