Con il Piano del commercio, approvato
venerdì scorso, la giunta regionale mette in campo un sistema di incentivi e
disincentivi per favorire la presenza di corner dedicati alla vendita di
prodotti a chilometro zero nei centri commerciali. All’interno della delibera
anche il divieto di costruire od espandere centri commerciali nelle aree
agricole.
Un’iniziativa che il governatore Roberto Maroni ha ritenuto di dover
illustrare personalmente: “Con le delibere adottate sul commercio abbiamo
realizzato un altro punto del programma. Questi sono tutti obiettivi previsti
nel nostro programma di governo, quindi ancora una volta possiamo dire che
stiamo passando dal programma ai fatti. Nell’attuazione di uno dei punti
qualificanti del programma, quello sul commercio, sono contenuti tutti i
principi fondamentali cui si ispira l’azione di governo della Regione
Lombardia, come, per esempio, la promozione e la tutela dell’occupazione,
favorendo i giovani, le donne e le fasce più deboli. E, al riguardo, voglio
ricordare che, per favorire i giovani, abbiamo già adottato altre misure
concrete molto importanti, come quella sulle Sturt up innovative (il nostro
quotidiano se ne è occupato approfonditamente), con risultati molto
confortanti. In questa delibera sul commercio è prevista la valorizzazione
delle produzioni lombarde, ovvero il marketing del territorio. In questa misura
stabiliamo infatti che nelle autorizzazioni per le nuove grandi strutture di
vendita sia previsto l’allestimento di specifici corner in cui esporre l’agroalimentare
a chilometro zero. Non possiamo imporlo per legge ma vogliamo favorire con ogni
mezzo la distribuzione della nostra eccellente produzione agroalimentare
lombarda, favorendo appunto quelle strutture che prevedono l’installazione di
questi specifici corner. Questa misura rappresenta anche un contrasto alla
contraffazione alimentare ed è quindi in linea con l’iniziativa assunta dalla
Regione Lombardia per Expo, ovvero il protocollo che vogliamo far sottoscrivere
a tutti i Paesi europei per il contrasto alla contraffazione alimentare. Un
altro punto importante della delibera sul commercio riguarda la sostenibilità
ambientale, con la decisione di non consentire l’autorizzazione a quelle
varianti degli strumenti urbanistici del Piano di governo del territorio che
trasformano le aree agricole in aree destinate alla realizzazione di grandi
centri commerciali. Si tratta di una scelta significativa, impegnativa e
politicamente rilevante, con cui la Lombardia, la prima regione agricola
d’Italia e una delle prime in Europa, conferma questa sua vocazione agricola,
una vocazione che vogliamo tutelare, nel rispetto dell’ambiente e dei nostri
cittadini. Pertanto le nostre aree agricole rimarranno e verranno mantenute e
tutelate, con questa misura noi realizziamo anche questo obiettivo.” In un
momento di crisi economica estrema con questa ed altre misure la regione
Lombardia intende rilanciare la crescita e l’occupazione.